Scoperta strabiliante di 24mila chilometri quadrati negli abissi: potrebbe salvare tutti

Scoperta straordinaria in fondo all’Oceano Atlantico da parte di alcuni ricercatori della Columbia University di New York. Tutti i dettagli su questo eccezionale ritrovamento.

Scoperta strabiliante 24mila chilometri quadrati abissi
Oceano (Foto Pixabay.com)

Una riserva di acqua dolce è stata scoperta in fondo all’Oceano Atlantico. A compiere questo straordinario ritrovamento sono stati alcuni ricercatori della Columbia University di New York.

La falda acquifera in questione è grande 24mila chilometri quadrati circa. Si tratta di una scoperta eccezionale in quanto grazie alla disponibilità di tale acqua dolce si potrebbero rifornire le aree più aride del mondo.

La riserva di acqua dolce ritrovata nell’Oceano Atlantico si trova al largo dell’Isola di Martha’s Vineyard, fra il Massachusetts e il New Jersey. Stiamo parlando della sorgente più estesa del pianeta.

Scoperta grande riserva di acqua dolce in fondo all’Oceano Atlantico

Sin da almeno gli anni Settanta è nota la presenza di acqua dolce all’interno degli oceani. Si tratta dunque soltanto di nuove conferme.

Scoperta strabiliante 24mila chilometri quadrati abissi
Oceano (Foto Pixabay.com)

Le ricerche sono state compiute a seguito di lavori di trivellazione dei fondali da parte di alcune compagnie petrolifere alla ricerca di petrolio.

I ricercatori della Columbia University hanno dunque cercato di comprendere meglio le dimensioni di questa enorme falda acquifera. Si ha avuto quindi la conferma che fosse acqua dolce a seguito di una specifica misurazione, compiuta con alcuni sensori che hanno individuato dei campi elettromagnetici sottomarini.

Tale falda di acqua dolce si dovrebbe essere formata fra i 200mila e i 15mila anni fa, quando la calotta polare si stava via via sciogliendo.

Il lago è quindi sceso verso il basso grazie al contributo dell’innalzamento dell’Oceano Atlantico. Non si escludono dunque possibili altri analoghi giacimenti in ulteriori acque. Tuttavia l’estrazione di tali acque non sarebbe facile.

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Serve quindi lo sviluppo di tecniche di trasporto di tali acque in direzione delle aree che ne hanno necessità. Visti i disagi dovuti alla siccità, queste falde di acqua dolce potrebbero risultare decisamente utili in diverse aree del mondo.

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